Una giornata da scrutatrice

Per il terzo anno di seguito sono stata chiamata come scrutatrice. Questo era il mio primo referendum. Ho pensato fosse interessante descrivere la giornata tipo dello scrutatore. Cioè in realtà descriverò la mia giornata tipo da scrutatrice ma facciamo finta che io sia uno scrutatore tipo. Capito, no?

Il sabato

La giornata dello scrutatore comincia il sabato quando si è chiamati a preparare il seggio. E’ il momento in cui conosci il presidente di seggio e i tuoi colleghi di sventura. Siamo in cinque, compreso di presidente e segretario, e non in sei come al solito, e siamo tutte donne.
Si sistema il seggio e si comincia con le firme: due giorni di elezioni e centinaia di firme. Si autografa e si sigla OGNI.DANNATO.FOGLIO. E’ la cosa più vicina all’essere famosi che mi sia mai capitata.

Il sabato finisce con le più rosee aspettative. Questa sera andrai a letto presto, ti dici, perché domani ti devi svegliare alle 5.40. Fai la brava.
Purtroppo la realtà è che poi ti trovi a mezzanotte a leggere una fanfiction un libro bellissimo e ti farà perdere un po’ la cognizione del tempo. E poi parte l’ansia:”E se la sveglia non suona?“, per cui si mettono sveglie in ogni angolo della casa che non si sa mai. Potrebbe andare via la corrente. Il telefono potrebbe scaricarsi. LE CAVALLETTE!
Fatto questo finalmente ti addormenti. E’ già domenica.

La Domenica Mattina

Avevo messo la sveglia alle 5.30, ma mi sono “naturalmente” svegliata alle 4.20 perché sì, non c’è spiegazione. Ovviamente di riaddormentarsi non ci si pensa nemmeno, quindi buongiorno. Alle 6 e 50 dovrò essere nel seggio, perché sappiamo già che ci sarà il vecchietto che sarà puntualissimo alle 7 del mattino pronto per votare. Pensare al vecchietto che deve votare alle 7 del mattino ti fa ben alzare dal letto con risentimento e odio.

La domenica si parte con le più rosee aspettative. Mi porto del lavoro da fare! Finirò il libro che sto leggendo! Scriverò un romanzo!
Per cui nello zaino ci finisce l’iPad, “Storia di una ladra di libri”, quaderno e astuccio. Più acqua, snack e l’immancabile Estathè, vero sponsor della giornata. Si può partire!

Alle 7, come si era preventivato, arriva il vecchietto che deve votare. Poi per due ore il buio. Si chiacchiera un po’. Nel mio seggio siamo letteralmente divisi in due generazioni: da una parte ci sono io (1986), Presidentessa (1992) e Segretario (1994) e dall’altra due donne degli anni 60: generatione X e Generazione Y. Una delle scrutatrici della generazione X continua a mugugnare tra sé e sé e sprizza proprio simpatia… Metto la migliore delle poker face e faccio finta di nulla.

Durante la mattinata mi accorgo che nel seggio si GELA: la porta d’ingresso è aperta ed è proprio accanto alla nostra e fuori c’è in corso una tempesta di vento. Però quest’anno il bagno ha le chiavi! Questa realizzazione porta gioia incredibile. L’anno prima i bagni avevo dovuto usare i bagni dei bambini dell’asilo che non avevano le chiavi.

Intorno alle undici comincia il primo momento di abbiocco. Sbadiglio così tanto che penso che mi si slogherà la mandibola. Ogni tanto mando dei selfie su WhatsApp ai miei amici per dimostrare lo stato di devastazione in cui verso. Il freddo comunque ci tiene svegli.

La pausa

Siccome nel seggio devono essere sempre presenti tre persone alla volta, la mia pausa pranzo arriva alle 15, ma sono felice così, perché preferisco fare la pausa alla fine: il pomeriggio è più lungo.
Mentre sorseggio coca-cola (altro sponsors di giornata) mi accorgo che la mattinata è passata e io non ho combinato una cippa lippa di niente di quello che mi ero prefissata. Ma il pomeriggio sarà diverso. Ho ancora tempo di lavorare un po’: in fondo è lunga arrivare fino alle 23.

La domenica pomeriggio

A questo punto sappiamo che il nostro seggio non raggiungerà il quorum. Su più di 600 votanti non abbiamo ancora raggiunto i cento votanti. In sostanza è stata una lunga giornata. Mi piacerebbe capire comunque il fenomeno per cui la gente viene a votare in massa. Cari votanti, spiegatemi com’è possibile che arriviate tutti insiemi ad orari strani? Vi mettete d’accordo? Volete vederci soffrire? E soprattutto perché arrivate proprio mentre sto mangiando la focaccia?

La seconda pausa

Altra pausa. Altra Coca Cola. Altri selfie di devastazione da condividere.

La domenica sera

Continuo a leggere fanfiction. Ormai ho perso anche la forza di fingere di fare qualcosa di interessante.
Verso le 9 arriva a votare la più giovane del seggio, una ragazza del 1997.
Fermiamoci un attimo a riflettere.
Una persona nata nel 1997 può votare. Una persona nata nel 1997 è maggiorenne. Com’è potuto succedere?
Comunque per la ragazza del 1997 è la prima elezione. E probabilmente anche la prima delusione politica. Ci siamo passati tutti, cara ragazza del 1997. Io nel 2005 ho votato per il referendum sulla legge 40: so cosa ci prova.

Gli ultimi votanti arrivano intorno alle 10.30. Si vede la fine. Tra di noi tutti, compresa la tizia che ha mugugnato TUTTO IL FOTTUTO GIORNO, c’è un’unica speranza: fa che non ci siano cose strane nella scatola dei voti. Non vogliamo trovare fette di salame tra i voti (sì, è successo).

La chiusura del seggio

Tutto va bene: tornano i conti, non troviamo cibo di alcun genere e dividere in sì/no i voti è piuttosto facile. Molto più che dividere in preferenze e voti disgiunti. L’unica cosa difficile è capire dove vanno le cose: ci sono decine di buste e alcune cose vanno da una parte e altre cose vanno da un’altra e non si capisce nulla ed è il motivo per cui sono una scrutatrice e non una presidente di seggio. Ultimi autografi per sigillare le varie buste che la presidente porterà in questura e poi si torna a casa.
Ultimo selfie devasto e a mezzanotte e quaranta sono a letto.
L’unica aspettativa per domani: dormire.
Ci si rivede ad Ottobre!

The following two tabs change content below.

Acrossnowhere

Genova a Acrossnowhere
Nel 1999 mi hanno regalato un computer e una connessione ad internet e la mia vita è cambiata. Per lavoro mi occupo di SEO e Social Media Marketing. Nel mio tempo libero faccio la nerd e scrivo.
Acrossnowhere

Nel 1999 mi hanno regalato un computer e una connessione ad internet e la mia vita è cambiata.
Per lavoro mi occupo di SEO e Social Media Marketing.
Nel mio tempo libero faccio la nerd e scrivo.

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *