Perché ho votato Sì

Visto il mio ruolo istituzionale da scrutatrice ho preso la decisione di non esprimere le mie intenzioni di voto in pubblica piazza (cioè su internet): non mi sembrava opportuno. Non mi sono mai tirata indietro però al confronto (arrivando anche ad urlarla, la mia opinione) e non ho fatto mistero della mia decisione di votare Sì. Adesso che il referendum è finito e i risultati sono chiari, voglio però scrivere i motivi che mi hanno portato a decidere per il “Sì”, ma soprattutto la paura per il risultato ottenuto.

Premesse

Prima che mi si accusi di essere una piddina pagata dalle big pharma, voglio dire una cosa: non sono un’elettrice del PD, non mi piace Renzi e soprattutto non sono andata al voto convintissima di quello che facevo.
Devo fare questa premessa per forza, perché questo voto ha avuto una grossissima valenza politica anche se non avrebbe dovuto. Il primo a sbagliare è stato proprio Renzi e ha commesso un grave errore. Doveva essere un referendum costituzionale, è diventato un “Pro” e “Contro” Renzi.
Devo aggiungere che, diventando il referendum una questione politica, il mio voto è stato in parte politico. L’idea di Renzi che si dimette non mi fa per niente felice, ma mi preoccupa.

  • Mi preoccupa un’altra instabilità politica, l’ennesima. Da quando ho iniziato a votare, 12 anni fa, nessun governo è riuscito a stare su per più di tre anni (l’ultimo governo Berlusconi è durato 3 anni e qualche mese).
  • Mi preoccupa che l’Italia, alle prossime elezioni, possa essere consegnata alla Lega Nord o al Movimento 5 Stelle, entrambi partiti che hanno dimostrato più di una volta affinità elettive al fascismo e che comunque non credo che sarebbero in grado di governare un paese (il Movimento 5 Stelle ha dimostrato più volte la sua incapacità a governare: emblematico a mio avviso il caso di Parma).
  • Mi preoccupa il ritorno di Berlusconi e D’Alema: questa cosa della nostalgia anni 90 ci sta sfuggendo di mano (avrei preferito rivedere Fini e Prodi. E questo dice tutto credo).
  • Mi preoccupa vedere un paese così fortemente diviso e così incredibilmente violento nelle sue opinioni

Quando ho votato “Sì” quindi ho votato anche a favore di Renzi, perché lo reputo il male minore. Credo di meritarmi meglio di Renzi, credo che molti italiani si meritino meglio di Renzi, ma al momento vedo solo innumerevoli peggio.

Mi piacerebbe non dovermi accontentare, ma purtroppo non voto solo per me: voto anche per chi non crede all’Euro e pensa che con la Lira si starebbe meglio senza capire il disastro che sarebbe a livello economico, voto per gli immigrati che vivono e lavorano in Italia, voto per la comunità LGBTQ+ che ci ha messo così tanto per ottenere così poco e non posso pensare che gli si possa togliere tutto di nuovo.

Il fatto è questo: non esiste un politico che mi rappresenta al 100%, ma ci sono molti che rispetto e con cui ho una visione similare.
Ci sono persone che ho votato che mi erano molto vicine per ideologia e che si sono trasformate non appena hanno ricevuto il potere.
Ci sono persone che ho votato che mi erano molto vicine per ideologia e che non hanno mai ottenuto niente perché mancavano i numeri.
A questo punto il male minore è un raffreddore, che è molto fastidioso, ma che ritengo preferibile a ciò che ci potrebbe aspettare, qualcosa tipo la peste bubbonica.

Perché ho votato Sì

Fatte le doverose premesse, il principale motivo per cui ho votato “Sì” è che volevo provare l’ebbrezza del cambiamento in un paese dove la staticità vince.
Molti dicono che la nostra costituzione è la più bella del mondo, ma mi viene da chiedermi chi l’abbia davvero mai letta. Io, per esempio, non l’ho mai fatto. Ho cercato comunque di informarmi per capire cosa questa riforma andava a toccare e ho deciso di votare “Sì”, principalmente perché un governo deve essere in grado di governare e la nostra instabilità politica è un grosso problema come ho già sottolineato.

Quando ho parlato del Referendum e quando parlo del mio “Sì” mi ritrovo di fronte a diverse obbiezioni, molte delle quali le ho fatte mie. Ho provato a raccoglierle e a spiegare le mie motivazioni e a controbattere.
Volevo comunque sottolineare che rispetto il vostro “no” e lo capisco (almeno fino ad un certo punto… questo lo capirete dopo).

La costituzione non si tocca

Non posso trovarmi in accordo con chi dice che la costituzione non si può toccare. La costituzione, approvata nel 1947, è entrata in vigore il primo gennaio del 1948. Permettetemi di dire che le cose dal 1948 sono leggermente cambiate. Nel 2005 non esistevano gli smartphone e neanche Facebook e oggi sono entrambi parte integranti delle nostre vite. La nostra vita sta cambiando in maniera repentina e non possiamo pensare che la Costituzione, per quanto moderna che sia, non possa essere mai cambiata.

La riforma è stata fatta male

Su questo posso in parte concordare.
Credo che la riforma non sia stata fatta benissimo, ma è comunque stato il frutto di un lavoro congiunto di due anni di diverse forze politiche (molte delle quali, per loro indubbia coerenza, hanno deciso, dopo averla votata, di consigliare agli italiani di votare no).
Non credo che fosse una riforma perfetta, ho avuto molti dubbi anche io sul voto, ma alla fine, come detto, ha prevalso la mia voglia di cambiamento. Ho voluto provarci. “Mal che vada – ho pensato – il prossimo governo potrà governare, senza instabilità, e magari cambiarla o sistemarla”.
Per me, nonostante tutto, sembra una sconfitta. Spero che almeno i nipoti dei miei nipoti possano riuscire a vedere una nuova riforma elettorale.

Non avremmo dovuto votarla

Su questo sono perfettamente d’accordo. Non credo che i cittadini dovessero votare con un referendum una rinforma così complessa. Non mi ritengo l’ultima degli scemi e per quanto abbia cercato di votare “oltre la pancia”, non credo di avere le competenze giuste per capire se questa fosse una buona o una cattiva riforma.
Ma dopo due anni di lavoro congiunto che ha unito diverse riforme politiche penso che non si potesse fare altro che darla in pasto al popolo (in cui ci sono anche io), nel bene e nel male.

Bufale, “Renzie” e Dittatura

  • A quelli che hanno deciso di votare in maniera del tutto politica per mandare a casa “Renzie” sinceramente non so cosa dire. Se fino ad un certo punto do la colpa di questo casino a Renzi stesso, non credo di poter rispettare la vostra scelta
  • A quelli che avevano paura di una dittatura… Seriamente?
  • A quelli che hanno creduto ad ogni bufala che ha girato in questi giorni (dal senato non elettivo alle matite cancellabili) devo solo dire che mi dispiace constatare che il nostro sistema scolastico abbia così chiaramente fallito

P.S. Leave the Scrutatori Alone

Al di là del referendum ho alcune cose da dirvi in quanto scrutatrice.
Credo che nella vita tutti, almeno una volta, dovrebbero fare gli scrutatori. Forse in questo modo si capirebbero molte cose. Il presidente di seggio e gli scrutatori hanno responsabilità legali ed economiche sul lavoro che svolgono al seggio. C’è un controllo serrato di numeri (che devono sempre ritornare) e ogni volta ci sono almeno 5 verbali da compilare e firmare.
Non prendetevela con gli scrutatori, non abbiamo nessun tipo di potere e la vostra protesta non arriverà a chi di dovere: sarà un appunto sull’ennessimo verbale che dobbiamo firmare.

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Nel 1999 mi hanno regalato un computer e una connessione ad internet e la mia vita è cambiata. Per lavoro mi occupo di SEO e Social Media Marketing. Nel mio tempo libero faccio la nerd e scrivo.
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