La Crisi del Quarto di Secolo

Ad un certo punto, intorno ai 24 anni, ho cominciato ad avere qualche problema. Mi sentivo come perduta. Mi sembrava che nulla andasse come doveva andare. Iniziavo a mettere in dubbio ogni mia scelta.
Ho scoperto solo dopo che probabilmente stavo affrontando quella che gli esperti chiamano “Crisi del Quarto di Secolo” o “Crisi dei venticinque anni”. Capita a tanti di sentirsi perduti intorno ai venticinque anni. E’ il momento in cui stiamo crescendo, cambiando, stiamo diventando effettivamente adulti e spesso, al giorno d’oggi, non siamo ancora cosa avevamo pensato di essere a quell’età.

Il problema delle aspettative

Il “Quando sarò grande” non esiste più. Ormai sei grande, sei un adulto, sei un membro effettivo della comunità. Sei “grande” adesso, probabilmente hai finito l’università, probabilmente hai già cominciato a lavorare (almeno un po’) ma non sei ancora “arrivato”, non ti senti per niente un adulto.
Inizi a pensare che a venticinque anni i tuoi genitori si erano già sposati, avevano entrambi un lavoro, forse avevano già dei figli.

Durante l’infanzia e durante l’adolescenza ci diamo delle aspettative. Quando queste aspettative non si avverano, be’ la cosa si fa difficile.
Per esempio, io ero convintissima che a venticinque anni sarei finalmente andata a vivere da sola.
Inoltre paragonarci alla generazione precedente è una cosa impossibile: l’Italia negli anni 80 era in pieno boom economico, la nostra Italia è in una crisi decennale.

La prima cosa per superare la crisi del quarto di secolo per me è quella di lasciare andare le aspettative. Non sei ancora dove volevi essere? Ci arriverai.

La gioventù che finisce (?)

Se da una parte le nostre aspettative ci portano a volere la sicurezza di un lavoro fisso, una famiglia nostra e persino il mutuo per la casa. L’altra parte di noi è terrorizzata alla sola idea di queste cose. Come detto, non ci sentiamo ancora del tutto adulti e non sappiamo se siamo in grado di prenderci delle responsabilità così a lungo termine.
E’ come se la nostra gioventù sia al termine e per quanto vogliamo andare avanti, abbiamo anche paura di lasciare andare qualcosa che conosciamo già.

Non è vero comunque che crescere non possa essere divertente. L’ho imparato sulla mia pelle. Dobbiamo imparare che diventare adulti non significa rinunciare alle cose che ci piacciono e a nuove esperienze.

Sono un adulto

Quando hai vent’anni, specialmente in questo periodo storico, la società ti tratta in maniera ambigua.
Per molti sei ancora un ragazzo, un gradino sopra al bambino, alcuni ti chiamano “millennial” con malcelato disgusto (“questa generazione non fa nulla, sono pieni di politicamente corretto e altri luoghi comuni”). In pratica ti manca il “rispetto” che ha un “Vero Adulto“. Inoltre ti senti anche piuttosto lontano dall’idea del “Vero Adulto.

Il segreto è che nessuno è un “Vero Adulto. Ci proviamo, cerchiamo di fare il nostro meglio possibile e siamo pieni di dubbi esattamente come tutte le altre persone del mondo. E’ una specie di “fake it till you make it” in pratica.

Inoltre è importante ricordare che non importa cosa la gente e la società pensa di te. Sei un adulto. Sei un adulto anche se vuoi comprarti lo scudo di Capitan America (anzi, fallo, ma quello in metallo così fai le cose per bene). Sei un adulto se ti piacciono i teendrama. Sei un adulto anche se non rinunci al pub con gli amici il sabato sera (basta che poi non guidi ubriaco: quello non è da adulti, è da deficienti).

Per finire dedichiamoci un attimo alla questione generazionale. La nostra generazione non fa schifo. Vuoi sapere i fatti?

  • In una ricerca del 2010 della Pew Research i Millennials hanno dato come priorità nella vita “Essere dei buoni genitori”, “Avere un buon matrimonio” e “Fare del bene”
  • Siamo una generazione di imprenditori, specialmente in Italia. Il lavoro non c’è? Ce lo creiamo!
  • Siamo più attenti all’ambiente
  • In generale siamo più attenti ai prodotti che compriamo. I nostri valori si riflettono nei nostri acquisti. Che è anche il motivo per cui compriamo molti meno diamanti
  • Al momento siamo la generazione più cosmopolita di sempre e siamo la generazione meno razzista
  • Siamo anche la generazione meno omofoba di sempre e quella più a suo agio con la propria sessualità
  • Siamo la generazione con più laureati di sempre
  • Siamo la generazione del Crowfounding. Siamo la generazione che di più dona in beneficienza
  • I Millennials non hanno votato la Brexit. I Millennials non hanno votato Trump. I Millennials non hanno votato Marine le Pen
  • Come se non bastasse: siamo anche la generazione che ha meno problemi a staccarsi da internet. A differenza delle generazione precedenti. Non è il caso che lo mettiate via quel cellulare?
Millennials

Winona Ryder per i Millennials!

Non sei solo

Si dice che mal comune, mezzo guadio. La crisi del quarto di secolo coninvolge molte persone. La confusione, il sentirsi smarriti, il mettere a discussioni ogni singola scelta che abbiamo fatto è qualcosa che TUTTI ad un certo punto hanno avuto. Se ti senti in difficoltà prova a parlarne con i tuoi amici: ciò che senti è normale. Non farti prendere dal panico. Non sei solo.

Consigli per superare la crisi del quarto di secolo

Oltre ai suggerimenti che ho già scritto sopra, ci sono altri metodi per superare la crisi dei venticinque anni in maniera più o meno indolore.

  • Riconosci i tuoi sentimenti – Il tuo tumulto interiore può farti perdere il controllo sulle tue emozioni. Cerca di capire come ti senti (triste? Arrabbiato? Stanco?) e cerca di capire come reagire al sentimento che provi. Una buona idea è tenere un diario: scrivere aiuta parecchio.
  • Non sentirti in colpa – Ti ricordi quando ti dicevano “Mangia tutto che i bambini in Africa muoiono di fame”? Ecco, cerca di non fare la stessa cosa con le tue emozioni. Hai il diritto di sentirti triste. Non tenerti tutto dentro
  • Prova la gratitudine – Di tanto in tanto fermati ad apprezzare il buono della tua vita
  • Pensa prima di cambiamenti drastici – In questa fase spesso si ci sente bloccati e si da la colpa al lavoro, ai nostri partner, al luogo in cui ci troviamo. Cambiare radicalmente ci può sembrare una soluzione ma spesso l’infelicità ci segue. Cerca di risolvere le situazioni prima di arrivare a decisioni drastiche.
  • Qualsiasi cosa succeda, non paragonarti agli altri – Ognuno ha un modo diverso di vivere la sua vita e spesso negli altri non vediamo le difficoltà che devono affrontare (specialmente sui social)
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Acrossnowhere

Genova a Acrossnowhere
Nel 1999 mi hanno regalato un computer e una connessione ad internet e la mia vita è cambiata. Per lavoro mi occupo di SEO e Social Media Marketing. Nel mio tempo libero faccio la nerd e scrivo.

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