Wild di Cheryl Strayed – Commento a film e libro

  • Wild Film

  • Wild Libro

Excellent 4.8

Non so bene cosa mi abbia portato a decidere di vedere Wild. Ci sono arrivata davanti per caso, probabilmente dopo la nomination all’Oscar di Resee Whiterspoon. Probabilmente mi sono avvicinata a Wild nel periodo in cui cercavo di trovare il coraggio di viaggiare da sola.
Di una cosa sono sicura: Wild mi è piaciuto moltissimo.

Wild – La trama in breve

Dopo la morte della madre, Cheryl perde il controllo della sua vita, della sua famiglia e del suo matrimonio. Dopo un divorzio doloroso e l’ultima ancora di salvezza persa, Cheryl Littig diventa Cheryl Strayed e decide di cambiare vita, trasferendosi in Oregon. Per arrivare in Oregon però decide di affrontare il Pacific Crest Trail, un sentiero escursionistico che collega il Messico al Canada. Così facendo, pensa, forse riuscirà a ritrovare quello che ha perso. Durante la strada però si rende subito conto che è impreparata e che il dolore, fisico ed emotivo, cammina insieme a lei.

La Recensione del Film

Per primo ho scoperto il film e dal film sono arrivata al libro. Voglio quindi iniziare parlando del film, ma per me sarà impossibile evitare fin da subito il paragone col libro.

“Wild” è un bel film, nel vero senso della parola. Non era semplice realizzare un bel film, perché “Wild” è tutto meno che facile. La storia di Cheryl Strayed è una storia di perdita e di caos, è una storia personale e introspettiva che viene raccolta in un diario quasi come se fosse un  caso. Queste storie funzionano molto bene nei libri, ma spesso non riescono a rendere altrettanto in pellicola. “Wild” ce la fa: riesce ad essere un film introspettivo quasi quanto lo è il libro. Si riesce a comprendere Cheryl e la sua perdita, Cheryl e il suo caos, senza dover per forza contare su flashback forzati (flashback ce ne sono, sia chiaro, ma funzionano).

Il merito della riuscita di questo film è da attribuirsi in egual modo al regista, che ha saputo adattare il romanzo, a Resee Whiterspoon, che è perfetta come Cheryl Strayed, e agli incredibili panorami del Pacific Crest Trail che sono i veri protagonisti della storia in fondo.

Wild vs Into The Wild

Quando consiglio la visione di “Wild” molti mi chiedono se intenda “Into the Wild”. Al di là dei titoli simili, ci sono delle similitudini evidenti tra Cheryl Strayed e Christopher McCandless: dai nomi (Strayed e McCandless sono nomi “falsi” che i due hanno scelto per per dare un taglio al passato) alle motivazioni del viaggio (ritrovare sé stessi).
Ma ci sono anche profonde differenze.
Le motivazioni che portano Cheryl a sentire il bisogno di ritrovare un nuovo equilibrio sono diverse da quelle di Christopher. Ho sentito il bisogno di Cheryl di affrontare il PTC, ho sentito il suo dolore e l’ho compreso. Le motivazioni di Christopher invece mi sembrano quelle di un bambino viziato, di un “rivoluzionario comodo“.
Sono arrivata alla fine di entrambi i film con le lacrime agli occhi, ma “Into the Wild” mi ha reso nervosa: ho provato rancore e rabbia, pensando alla sofferenza di chi ha amato Christopher. “Wild” invece mi ha commosso, mi ha lasciato in pace, mi ha fatto venire voglia di partire.

La recensione del libro

Il libro è sempre meglio del film? In questo caso a mio avviso secondo me non c’è un chiaro vincitore. Il libro di “Wild” è molto simile al film.
Detto questo, il libro aggiunge. Aggiunge le parole di Cheryl. Aggiunge pensieri. E’ un qualcosa di completo.

Se, come me, avete visto il film e state solo adesso dedicandovi al libro, non vi aspettate che le scene più crude siano quelle che si vedono, perché ci sono parole in questo libro che sono dei macigni e Cheryl Strayed è dannatamente brava a scrivere: molte scene sono molto più vivide nel libro che nel film.

"Il dolore non ha un volto" - Cheryl Strayed in Wild

La prima parte del viaggio di Cheryl nel libro è all’insegna del dolore. Il dolore della perdita della madre, il dolore di una fine di un matrimonio, il dolore della famiglia che perde ma soprattutto c’è il lutto per la scomparsa della persona che era prima della morte della madre.
All’inizio del Pacific Crest Trail Cheryl ha perso tutto tranne sé stessa. Affrontare il Pacific Crest Trail è un modo come un altro per Cheryl per ritrovae se stessa.
Il dolore però si trasforma, diventa fisico. Sotto uno zaino (mostro) più grande di lei, Cheryl sta attraversando un percorso di espiazione.

Alla fine non mi aveva amata nel modo giusto, ma l’aveva fatto quando serviva

Camminando tra il caldo del deserto e il freddo delle montagne innevate, Cheryl comincia il suo processo di accettazione. Il dolore non se ne va, ma imparara a conviverci. Qualcosa che si è rotto si può aggiustare: non si può tornare come prima, ma si può andare avanti. Questo è quello che Cheryl capisce, facendo trekking sul PCT. Questo è ciò che impariamo anche noi lettori, leggendo le sue parole.

Alla fine ciò che impariamo dal libro è proprio questo: nessuna vita è perfetta, il dolore è un percorso inevitabile, ma la desolazione può essere un punto di partenza per qualcosa di migliore. Il traguardo di Cheryl non è arrivare al Ponte degli Dei in Oregon, ma riuscire a ricominciare.

Una delle frasi più belle del libro "Wild" di Cheryl Strayed

The following two tabs change content below.

Acrossnowhere

Genova a Acrossnowhere
Nel 1999 mi hanno regalato un computer e una connessione ad internet e la mia vita è cambiata. Per lavoro mi occupo di SEO e Social Media Marketing. Nel mio tempo libero faccio la nerd e scrivo.

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *