Donne nella Storia

Marzo è il mese in cui si ricorda la storia delle donne. Fu Virginia Woolf a scrivere che “per la maggior parte della storia, anonimo era una donna”. Le storie delle donne sono meno conosciute, meno ricordate e meno celebrate.
Conosciamo tutti Giovanna d’Arco ma ben pochi di noi conoscono Ching Shih, il più grande pirata della storia. Ho deciso quindi di fare una lista di donne che meritano di essere conosciute.

Boudicca

Boudicca guidò la più grande rivolta anti-romana dei britannici.
Diventò la Regina della tribù Iceni quando morì il marito Prasutago. Secondo le volontà del Re e le direttive romane, il regno di Prasutago doveva essere diviso equamente tra la moglie, le due figlie e l’impero Romano, ma Roma riconosceva la validità all’eredità solo per linea maschile. Boudicca provò a ribellarsi, ma i romani l’esposero nuda in pubblico, la frustarono e stuprarono le sue figlie.

Buodicca guidò la ribellione degli Iceni e della tribù dei Trinovanti e riuscirono a conquistare Camulodumum, Londinium (Londra) e Verulamium, prima che il proconsole Paolino riorganizzasse le truppe. Nell’ultima battaglia Boudica fu sconfitta e si avvelenò.

Mary Wollstonecraft

Mary Wollstonecraft, la prima femminista

Ricordiamo Mary Wollstonecraft per due motivi. E’ stata la madre di Mary Shelley (di cui parlerò tra un attimo) ed è stata la scrittrice di “A Vindication of the Rights of Woman“, considerato per molti il primo trattato femminista della storia. Scritto nel 1792 per la prima volta porta la discussione su quelle che poi saranno le basi del femmismo. Nella sua rivedicazione dei diritti delle donne, Mary Wollstonecraft scrive che le donne possono essere molto di più che spose, possono essere compagne dei loro mariti ed avere un rapporto più paritario rispetto agli uomini.

Mary Wollstonecraft creò scandalo ai suoi tempi. Ebbe la sua prima figlia, Fanny, senza sposarsi e si sposò poi con William Godwin quando era già incinta della loro figlia, quella che sarebbe diventata Mary Shelley. E’ stata criticata e derisa per le sue idee da tanti scrittori del tempo, ma fu rivalutata poi da Virginia Wolf e da George Eliot.

Murasaki Shikibu e Mary Shelley

Cos’hanno in comune una donna giapponese vissuta intorno all’anno 1000 D.C. e l’autrice di Frankstein? Semplice. Sono state entrambe prime.

Murasaki Shikibu, di cui non conosciamo il vero nome (si ipotizza fosse Fujiwara no Takako), era una dama di compagnia, una poeta e una scrittrice. All’epoca le donne erano escluse dallo studio del cinese, la lingua del governo, ma Murasaki viveva nella casa del padre e diventò ben presto fluente. Ricordiamo Murasaki per il suo libro “The Tale of Genji“, quello che molti considerano il primo romanzo, il primo romanzo psicologico, il primo romanzo moderno e il primo romanzo classico. Impressionante, no?

Tutti conosciamo Frankstein, diventato parte integrante dell nostro immaginario collettivo. In molti hanno raccontato e adattato la storia scritta nell’800 da Mary Shelley, ma la cosa che dobbiamo ricordare è in sostanza Frankstein è il primo libro di fantascienza. Non si può affermare, in tutta onestà, che Mary Shelley abbia inventato il genere, perché ci sono state nel corso della storia diverse novelle e racconti che possono essere considerate “science-fiction“, ma possiamo senza dubbio dire che Frankstein abbia avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della fantascienza come la intendiamo oggi.

Sojourner Truth

Dire che l’inizio della vita di Sojourner Truth fu difficile è un eufemismo. Venne venduta come schiava che aveva meno di dieci anni e per anni fu vittima della violenza dei suoi padroni che la picchiarono e la violentarono più volte.
Scappò dalla schiavitù, con la figlia Sophia infante, un anno prima che l’abolizione della stessa fu resa atto legislativo e dopo che il suo padrone, John Dumont, le aveva promesso di liberarla e non l’aveva fatto.
Durante la fuga dovette lasciare indietro i suoi altri figli, perché secondo la legge non sarebbero stati legalmente liberi finché non avessero prestat servizio come servi fino ai vent’anni. Scoprì poi che il figlio Peter di cinque anni fu venduto illegalmente ad uno schiavista dell’Alabama e citò in giudizio i responsabili. Dopo una lunga battaglia legale fu la prima donna di colore a vincere un procedimento legale contro un uomo bianco.

Dobbiamo ricordare Sojourner perché fu una delle prime attiviste femministe di colore. Nel suo discorso “Ain’t I a Woman?” (“Non sono forse una donna?”) del 1851 parla di parità di sessi e parità tra bianchi e neri.

N.B. Ci sono varie versioni del discorso “Ain’t I a Woman?” ed è possibile che la frase “Non sono forse una donna?” in realtà non sia mai stata detta (non in quel modo quanto meno), ma viene ricordato così

Dorothy Hodgkin

Nobel per le chimica, Dorothy Hodgkin è stata una chimica inglese premiata per il suo lavoro che l’ha portata a scoprire la struttura della pennicillina e dell’insulina. Questa scoperta ha prodotto grandi miglioramenti nel settore della salute, specialmente per i diabetici. Inoltre era anche un’attivista per il disarmo nucleare.
Bisogna anche ricordare che Dorothy era affetta da artrite reumatoide e che ha condotto molte delle sue ricerche su una sedie a rotelle.

Rosalind Franklin

Rimaniamo in tema scienza. Gli studi e il lavoro di Dorothy Hodgkin sarebbero stati impossibili senza le scoperte della connazionale Rosalind Franklin, una delle donne più bistrattate di sempre. Il suo lavoro sulla struttura molacolare del DNA, dell’RNA, virus, carbone e grafite è stato semplicemente immenso, ma il credito, all’epoca, fu dato ad altri. Si discute se i dati le furono “rubati” o condivisi in maniera poco etica. Sull’argomento c’è un bell’articolo del Guardian.
Di certo è che James Watson, una delle persone che vinse il premio Nobel anche e soprattutto grazie al lavoro della stessa Rosalind, nella sua autobiografia la descrive come la “terribile e bisbetica Rosy” senza assolutamente riconoscerle il merito e sostanzialmente trattandola appena con sufficienza.

Claudette Colvin e Rosa Parks

Claudette Colvin e Rosa Parks

La storia di Rosa Parks la conosciamo, bene o male, tutti. Al tempo della segregazione la signora Parks rifiutò di lasciare il suo posto in autobus e questo fece partire una vera e proria rivoluzione dei diritti civili.
La storia che non conosciamo è quella di Claudette Colvin che, nove mesi prima di Rosa Parks, fece la stessa cosa. Claudette Colvin era una ragazzina quando rifiutò di lasciare il suo posto sull’autobus, all’inizio lo fece in solidarietà con Ruth Hamilton, che era incinta, poi decise di farlo per protesta e fu portata in carcere e processata e la segregazione degli autobus fu ritenuta incostutizionale.
La storia di Claudette servì come ispirazione agli attivisti dei diritti civili che scelsero Rosa Parks a rappresentarli. La differenza tra Claudette e Rosa era di presentazione. Claudette era un’adolescente, aveva opinioni molto forti, avrebbe potuto non suscitare la simpatia dei “bianchi”. Rosa Parks era una donna pacata, ordinata, semplice: era meglio per questi motivi.
Entrambe le donne, in modi diversi, vanno riconosciute e celebrate, perché comunque hanno fatto tanto per la lotta dei diritti civili.

Ching Shih

Prima di essere Ching Shih era Shi Xiang Gu, una prostituta cantonese. Fu catturata dai pirti e sposò Zheng Yi che, quando morì, le lasciò 300 navi e tra i 20.000 e 40.000 uomini.
Sotto la guida di Ching Shih e grazie all’aiuto di Chang Pao, il figlio di un pescatore che Yi aveva adottato, la flotta di pirati crebbe raggiungendo quota 1800 navi e 80.000 persone, ovvero la più grande ciurma piratesca di TUTTI I TEMPI. C’erano così tante persone che Ching Shih sostanzialmente creò un vero e proprio governo con tasse e leggi. E se qualcuno infrangeva le leggi veniva decapitato. La fama di Ching Shih arrivò fino alla Gran Bretagna.

Nel 1810, quando ai pirati fu offerta l’amnestia, Ching Shih e la sua truppa considerarono la cosa, ma per averla avrebbero dovuto inginocchiarsi davanti agli ufficiali del governo, cosa considerata come una vergognosa arresa. Ching trovò però un escamotage: andò nell’ufficio di Zhang Bai Ling insieme a Pao e chiese loro di sposarli. Dopo la cerimania si inginocchiarono per ringraziarlo.

Franca Viola

Tra le donne italiane che dobbiamo ricordare c’è sicuramente Franca Viola, la prima donna che si ribellò al “matrimonio riparatore“. Franca fu rapita il 26 Dicembre 1965 e per otto giorni fu nelle mani del suo rapitore, l’ex ragazzo Filippo Melodia, che la violentò. L’idea era di farla diventare una “svergognata” in modo che lui la sposasse con uno di quelli definiti “matrimoni riparatori”.
Franca Viola, aiutata dalla famiglia, rifiutò il matrimonio riparatore e fece condannare Melodia.

Bisogna comunque ricordare che il reato di stupro è stato fino al 1981 un reato contro la morale, non contro la persona.

Cecilia Payne

Cecilia Payne Gaposchkin, astrofisica, fu la prima a capire la composizione del sole

Cecilia Payne ha fatto i suoi studi a Cambridge ma non ha mai conseguito una laurea perché al tempo Cambridge non le assegnava alle donne. Ha però conseguito un dottorato ad Harvard e ha rivoluzionato il mondo dell’astronomia. Payne infatti indicò che la maggior parte del costituente del sole, il 90%, fosse l’idrogeno, molto più del ferro come si ipotizzava pensando che la composizione del sole fosse simile a quella della Terra.
Le deduzioni di Cecilia Payne furono così avanti che fu scoraggiata dal pubblicarla e la sua scoperta fu accettata solo anni dopo.

Anna Maria Mozzoni

Una delle prime femministe italiane, Anna Moria Mozzoni fu una giornalista italiana, un’attivista di diritti civili, un’ardente repubblicana e una femminista. Si è battuta sempre per i diritti delle donne e per il diritto di voto. Al giorno d’oggi le sue idee suonano un po’ arcaiche (non credeva fino in fondo alla parità dei sessi, similarmente a Mary Wollstonecraft), ma è sicuramente stata una delle persone che ha iniziato e per questo va ricordata.

Altre donne da ricordare

Donne della storia recente che vanno ricordate e celebrate

  • Samantha Cristoforetti – E’ un’ingegnere e la prima astronauta italiana nello spazio. Detiene anche il record europeo e il record femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo. Parla anche cinque lingue
  • Rosetta Tharpe – Prima di Chuck Berry, Johnny Cash, ed Elvis c’è stata Rosetta Tharpe: è stata lei a creare il rock and Roll.
  • Hillary Rodham Clinton – Hillary Clinton è stata una delle mie grandi eroine. Il suo discorso “Women’s rights are humans rights” del 1995 fu semplicemente rivoluzionario, ma non bisogna dimenticarsi che la Clinton è ed è stata una grande attivista per i diritti civili: dagli anni 70 quando investigava le scuole segregate a quando ha cambiato le leggi statali per fare in modo che i transgender potessero indicare il loro genere di preferenza sul passaporto. In parte non importa che Donald Trump l’abbia battuta, perché lei ha vinto il voto popolare: due milioni di voti in più. I’m with her. Sempre e comunque
  • Madam C.J. Walker – Fu la sesta figlia di Owen e Minerva Anderson Breedlove e la prima ad essere nata libera ed è nel Guinness dei primati perché fu la prima milionaria per propri meriti
  • Marilyn Monroe – Molti pensano a Marilyn come ad un sex-symbol, qualcuno la vede come figura tragica, molti pochi si ricordano di lei e del suo impegno come attivista dei diritti civili
  • Malala  Yousafzai – Di Malala ho parlato ampiamente quando ho scritto la recensione di “Io sono Malala“. Malala è un’attivista pakistana, lotta per il diritto allo studio delle donne ed è stata vittima di un attacco terristico da parte dei talebani. E’ sopravvissuta ed è diventata il più giovane premio nobel per la pace.
  • Ada Lovelance – Se oggi abbiamo i computer lo dobbiamo a lei
  • Hedy Lamarr – Se oggi abbiamo bluetooth e Wifi lo dobbiamo all’attrice Hedy Lamarr
  • Liz Taylor – Una regina dello schermo, ma anche un’attivista. Il lavoro svolto da Liz Taylor all’epoca dell’epidemia dell’AIDS è immenso. Le persone morivano, la politica non faceva niente e Liz Taylor ha lottato e lottato e lottato perché qualcosa venisse fatto. Insieme a lei anche Lady Diana ha avuto un profondo impatto sull’opinione publica quando toccò e abbracciò un malato di AIDS
  • Katherine Johnson – Se Neil Armstrong ha potuto fare quel piccolo passo, il merito è di Katherine Johnson, la persona a cui il film “Hidden Figures” (“Il diritto di contare”) si ispira

Per conoscere le storie delle Donne del Computer vi rimando all’articolo pubblicato su Dot Next

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Genova a Acrossnowhere
Nel 1999 mi hanno regalato un computer e una connessione ad internet e la mia vita è cambiata. Per lavoro mi occupo di SEO e Social Media Marketing. Nel mio tempo libero faccio la nerd e scrivo.

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